Riccardo: “Il regalo della vista”

Il regalo della vista

All’età di 4 anni e mezzo abbiamo scoperto che mio figlio Riccardo soffriva di ambliopia bilaterale. Per un anno ha avuto qualche piccolo miglioramento utilizzando le lenti con le diottrie necessarie per correggere gli altri difetti specifici della sua vista, ma arrivati quasi ai 6 anni la visione si è stabilizzata, raggiungendo i 6/10 (con la correzione delle lenti oftalmiche ordinarie) e non migliorando ulteriormente nel periodo successivo.

L’oculista a quel punto ci ha parlato dei possibili benefici della stimolazione neuro-corticale e ci ha suggerito di provare il metodo Revitalvision, descritto come privo di effetti collaterali, benché non ci fosse alcuna garanzia di risultato in considerazione della assenza di casistica legata alla giovane età del bambino (i buoni risultati del programma erano stati sperimentati su bambini più grandi, dai 9 anni in su) e alla particolarità del suo disturbo (occhio pigro bilaterale invece del più diffuso disturbo monoculare).

Con una certa titubanza abbiamo contattato il referente Farmakè di zona e con qualche difficoltà abbiamo iniziato gli esercizi davanti al computer, continuati con perseveranza per tre volte alla settimana, trovando un importante stimolo nell’interazione con la preziosissima tutor Elena, che ha costantemente supportato a distanza il bambino, facendogli capire che dall’altra parte dello schermo poteva trovare in lei una tifosa speciale che lo incentivava e lo accompagnava con attenzione nel suo percorso.

Per riuscire a trovare la concentrazione giusta e la necessaria motivazione per un bambino che a fine giornata era già provato dalle tante ore passate a scuola e dalle attività tipiche della sua età, abbiamo utilizzato un sistema di “incentivi familiari” che scattavano dopo ogni seduta Revitalvision: un punto per ogni sessione portata a conclusione (oltre che per i buoni voti riportati a scuola e per le partite di basket onorate con impegno) e ogni dieci punti maturava il diritto a vedere un film in 3D al cinema (a 13 punti anche i popcorn maxi da dividere col fratello).

Dopo i primi mesi di trattamento in cui non avevamo riscontrato alcun miglioramento apprezzabile, al terzo mese, inaspettatamente, l’oculista ha certificato che il bambino aveva migliorato il suo visus di quasi due decimi, arrivando a 8/10 pur con una correzione oftalmica inferiore alla precedente. Abbiamo continuato con gli sforzi e neanche l’oculista voleva credere ai propri occhi quando, al quarto mese e mezzo di trattamento, ha riscontrato il fatto che il bambino con le sue lenti ormai riusciva a vedere dieci decimi scarsi!
Abbiamo sperimentato sul campo il fatto che l’unione fa la forza e che i sacrifici e l’applicazione costante possono essere ampiamente ripagati da risultati insperati, regalando ad un bambino un sorriso e la speranza di una vita piena di cose belle,  da vedere finalmente in modo chiaro.
Riccardo ora è raggiante e soddisfatto, al pari della sua famiglia, del suo oculista e del team Farmakè, che ne ha seguito con pazienza e professionalità gli straordinari progressi.

Grazie.
Il papà di Riccardo, 6 anni e mezzo