Agopuntura? Oggi può servire anche per l’occhio pigro

L’ambliopia, letteralmente occhio ottuso, mrglio conosciuto come Occhio pigro, è un disturbo della visione che colpisce il 3-4 % della popolazione e che evidenzia già nei primi mesi della vita del bambino, e che se non diagnosticato o non trattato si porta avanti a vita. L’alterata visione è dovuta alla trasmissione visiva dell’immagine dall’occhio al cervello in maniera nettamente differente rispetto all’altro occhio che verrà denominato “dominante”, proprio perchè la farà da padrona e lavorerà per entrambi gli occhi. Tra le varie cause dell’occhio pigro troviamo lo strabismo, l’ipermetropia, la miopia e la presbiopia. Normalmente questo problema viene risolto in toto o in parte dal bendaggio fin dalla prima infanzia, per molte ore al giorno, in modo da costringere l’altro occhio a lavorare di più. Questa metodica provoca non pochi problemi ai bambini che sono spesso presi in giro dai loro compagni e ciò porta ad un abbandono precoce della terapia.Uno studio oggi ci dice che un grande aiuto alla risoluzione del problema dell’occhio pigro potrebbe arrivare dalla medicina orientale, e più in particolare dall’ago puntura. Lo studio è stato condotto da Jianhao Zhao dell’università di HONG KONG,

http://www.italiasalute.it/7072/pag2/L’occhio-pigro-si-cura-con-l’agopuntura.html 

e che è stato pubblicato su Archives of Ophthalmology . Lo studio ha coinvolto un gruppo di 88 bambini con un’età tra i 7 e i 12 anni, affetti da occhio pigro e che sono stati divisi in due gruppi, tutti dotati della migliore correzione. Un gruppo è stato sottoposto ad agopuntura e un altro alla terapia convenzionale del bendaggio. Il primo gruppo è stato sotto posta a 5 sedute a settimana di agopuntura, il secondo a bendaggio giornaliero di 2 ore. Entrambi i gruppi dovevano esercitarsi per due ore giornaliere a leggere o a scrivere. Dopo 25 settimane la terapia con agopuntura si è rivelata risolutiva per 17 bambini, mentre il bendaggio per 7. In termini statistici l’agopuntura ha ottenuto la remissione dei sintomi per il  41,5% dei bambini, mentre la benda per il 16,7%