Ambliopia: teoria corticale

L’ambliopia è la diminuzione, mono o bilaterale, dell’acuità visiva di due linee di ottotipo rispetto all’ occhio contro laterale, causata da un abnorme interazione binoculare e/o da una deprivazione visiva del normale processo di strutturazione della visione binoculare, in occhi in cui siano assenti alterazioni organiche.

 

L’occhio affetto da ambliopia ha difficoltà nel riconoscere stimoli visivi multipli e complessi a causa di una cattiva integrazione con altre vie di conduzione nervosa che portano all’elaborazione corticale di dati semplici. La retina ha uno scarso potere di discriminazione

Non è presente differenza tra visus per lontano o vicino (tranne in caso di nistagmo)

La fissazione è eccentrica se associata a strabismo (per determinare la fissazione si può utilizzare il visuscopio di Cupper)

Nei casi in cui il visus dell’occhio ambliope è maggiore di 3-4/10 e la differenza tra i due occhi è inferiore a 3-4 linee di ottotipo di Snellen può anche essere presente visione binoculare e stereopsi

Teoria corticale dell’ambliopia: esperimenti registrati con i PEV (potenziali evocati visivi) su animali hanno evidenziato come le risposte corticali evocate dall’occhio ambliope siano di ampiezza ridotta e latenza aumentata rispetto all’occhio adelfo. Da tali esperimenti si è potuto osservare che normalmente l’80% della corteccia occipitale riceve impulsi nervosi da entrambi gli occhi (segmento binoculare) ed il restante 20% dall’occhio destro e sinistro singolarmente (segmento monoculare). Dopo aver causato deprivazione visiva nel periodo plastico della crescita, quasi tutte le cellule del segmento di corteccia occipitale binoculare erano associate soltanto all’occhio non soppresso, a dimostrare come avevano perso i campi recettivi per l’occhio penalizzato, destinandoli tutti per l’occhio adelfo. L’inattività delle sinapsi genicolo-striate provenienti dall’occhio escluso, durante la proliferazione competitiva nel periodo di sviluppo postatale permetterebbe alle sinapsi inerenti l’occhio adelfo di sviluppare una sorta di dominio dei neuroni corticali rispetto a quelle dell’occhio escluso, colonizzandone il relativo segmento corticale. Tutto ciò accade anche nel bambino durante il periodo critico (primi mesi dopo la nascita), nel quale l’occhio dominante causa un’inibizione attiva a carico dell’occhio deviato ed un arresto dello sviluppo neuronale.

Reversibilità dell’ambliopia

 

 

 

L’ambliopia può essere trattata con efficacia nella prima decade di vita. Quanto prima i provvedimenti terapeutici vengono instaurati, tanto maggiore è la possibilità di successo. Il successo terapeutico iniziale non assicura il mantenimento della visione ottimale, perciò è necessario rimanere vigili e pronti a riprendere il trattamento, sino a che la maturità visiva non sia stata stabilmente raggiunta (circa 10aa)